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Sciatore in gara di slalom alle Olimpiadi Invernali che affronta una porta rossa, metafora della privacy e delle regole nella governance dell’Intelligenza Artificiale secondo la Legge 132/2025.

Dalle Olimpiadi Invernali all’AI: perché la Privacy è la vera regola del gioco 

Dalle Olimpiadi Invernali all’AI: perché la Privacy è la vera regola del gioco 

Sciatore in gara di slalom alle Olimpiadi Invernali che affronta una porta rossa, metafora della privacy e delle regole nella governance dell’Intelligenza Artificiale secondo la Legge 132/2025.

Dalle Olimpiadi Invernali all’AI: perché la Privacy è la vera regola del gioco 

Sciatore in gara di slalom alle Olimpiadi Invernali che affronta una porta rossa, metafora della privacy e delle regole nella governance dell’Intelligenza Artificiale secondo la Legge 132/2025.

Immaginiamo la partenza di una finale olimpica di sci alpino. L’atleta è pronta, gli sci puntati verso valle. L’attrezzatura è tecnologicamente avanzata, i materiali innovativi, la preparazione atletica al massimo livello. Ma senza regole condivise, senza un tracciato definito e senza giudici, quella non sarebbe una gara. Sarebbe solo velocità senza misura. Lo stesso vale oggi per il rapporto tra Intelligenza Artificiale e privacy. Per anni il GDPR e l’AI sono stati percepiti come due forze opposte: da una parte la corsa all’innovazione, dall’altra il regolamento che sembrava rallentarla. Tecnologia contro regole. Performance contro protezione dei dati. Oggi lo scenario cambia.

Legge 132/2025: integrazione tra AI e tutela dei dati personali

La Legge 23 settembre 2025, n. 132 segna un punto di svolta nel rapporto tra Intelligenza Artificiale e protezione dei dati personali. Non più una discesa senza confini, ma una pista progettata per permettere di andare veloci in sicurezza. Non si tratta di una semplice sovrapposizione normativa, ma di una vera integrazione funzionale tra AI e privacy.

Privacy by design: la regola di partenza

L’articolo 4 stabilisce che i sistemi di Intelligenza Artificiale devono garantire un trattamento: lecito, corretto, trasparente e conforme al diritto europeo. In altre parole, la privacy by design non è più una verifica finale, ma una condizione di partenza. È come pretendere che gli sci siano omologati prima della gara, non dopo l’arrivo. La conformità deve essere incorporata nella progettazione dell’algoritmo.

Minimizzazione dei dati e proporzionalità

I sistemi di machine learning tendono a utilizzare grandi quantità di dati per migliorare le performance. Tuttavia, il principio di minimizzazione dei dati impone un limite chiaro: non tutto ciò che migliora la performance è automaticamente legittimo. La normativa richiama la proporzionalità. Strumenti come anonimizzazione, pseudonimizzazione e dati sintetici diventano soluzioni strategiche per conciliare innovazione e tutela dei diritti.

Nuovi diritti nell’era dell’AI: machine unlearning e portabilità degli algoritmi

Con l’Intelligenza Artificiale evolvono anche i diritti. Il diritto all’oblio, ad esempio, non significa più soltanto cancellare un dato da un archivio. Significa chiedersi: come si elimina l’influenza di quel dato da un modello già addestrato? Qui entra in gioco il concetto di machine unlearning, una nuova frontiera tecnica e giuridica. Allo stesso modo, la portabilità dei dati può evolvere verso una forma di portabilità degli algoritmi, capace di rendere comprensibile l’impatto delle informazioni personali sulle decisioni automatizzate.

Supervisione umana e governance multilivello

La Legge 132/2025 ribadisce un principio fondamentale: le decisioni automatizzate non possono trasformarsi in scatole nere incontestabili. Serve sempre: supervisione umana, possibilità di revisione e controllo effettivo. Come in ogni competizione olimpica, è necessario un arbitro. Anche sul piano organizzativo cambia la squadra:

  • Il Data Protection Officer (DPO) amplia il proprio raggio d’azione
  • Le DPIA devono includere rischi come discriminazione algoritmica ed erosione dell’autonomia decisionale
  • La governance si struttura su più livelli, con coordinamento tra autorità competenti

Innovazione e diritti: non avversari, ma alleati

La Legge 132/2025 propone un modello chiaro: Innovazione e tutela dei diritti non sono avversari. Sono parte dello stesso sistema. Senza regole non esiste competizione leale. Senza tutela dei dati personali non esiste fiducia. E senza fiducia, nessuna tecnologia – per quanto veloce – può davvero arrivare al traguardo.

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